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Nouveautés & suggestions du 06/2013

Il segreto di Angela
FRANCESCO RECAMI

Come fa la professoressa Angela, la rassicurante compagna del pensionato Amedeo Consonni, a mantenersi economicamente, lei che ha lasciato il liceo dove insegnava ed è troppo giovane per avere la pensione? Di chi sono in realtà gli appartamenti dove va regolarmente a bussare per riscuotere la pigione mensile? E come si giustifica quella preziosa collezione di servizi da caffè che brillano nella vetrina del suo salottino? Lo veniamo a sapere dalla sua voce, nel "Segreto", il manoscritto confessione che la ex professoressa affida all'amato vicino di pianerottolo, Amedeo Consonni. E dal momento che la cifra narrativa di Francesco Recami è quella di partire da una banalissima domanda, magari pettegola, magari indegna di attenzione, per aprire orizzonti di presunti crimini e avventure dentro la sua Casa di ringhiera, la risposta che attende sarà delle più perversamente complicate. Il segreto comincia qualche anno addietro. Angela è una professoressa di lettere al liceo, democratica, con le Birkenstock ai piedi, contenta del lavoro e frustrata dalla vita e dalla famiglia: insomma il tran tran quotidiano del tipo dell'insegnante come solo il cinismo di Recami sa rappresentare. Succede che un allievo viene rapito, mentre è in vacanza in Sardegna. È uno di quelli che Angela non può sopportare. Straricco, protetto dai genitori parvenus, strafottente stupido e (purtroppo) bello. Ma giusto per l'ultimo compito in classe, ha scritto un tema stranamente interessante, prima di scomparire.

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Viaggi e viaggetti
Sandro Veronesi

Un grande libro di viaggi. Soggetto: il mondo di oggi, percorso in ogni senso. E allora ecco l’America: Chicago, Key West (la città di Hemingway e di Tennessee Williams), la Florida e la New Orleans del post-Katrina. E ancora New York e la California. Poi una vacanza famigliare a Courmayeur e un pezzo sull’Italia in forma di dialogo con il figlio bambino in cui si spiega che Venezia sprofonda per colpa nostra, che Prato non è tutta cinese, e ci si sofferma sulla Lampedusa turbata dagli sbarchi dei migranti. E di nuovo verso il Nord, in Olanda, dalle città a misura d’uomo e ricche di tesori d’arte, ma anche di sorprese (una gelata improvvisa che ghiaccia tutti i canali di Amsterdam...). Il filo del racconto guida il lettore alla scoperta di Mosca, di Londra, di Parigi, di Lisbona, e di nuovo in Italia, in Sardegna, in Trentino, dove si fa visionario, centrato su un futuro impossibile, per approdare al Messico, sull’onda di mille suggestioni culturali. E attraverso il viaggio e la sua mitologia, Veronesi ci fa entrare nel suo universo intimo, ci parla dei suoi amici, della moglie e dei figli. Dal diario al reportage, dalla lettera al racconto, si compone qui un’esperienza di vita che nasce da una passione narrativa sempre più incastonata nelle realtà del mondo. Senza schematismi, senza eccessi. Con la capacità di osservare di un vero scrittore.

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Le colpe dei padri
Alessandro Perissinotto

Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane: la sua pare una strada tutta in discesa. Fino al giorno in cui un uomo in un bar vicino allo stabilimento, un locale dove Guido non entra mai, gli chiede se lui non sia per caso Ernesto Bolle, suo compagno di scuola e di giochi negli anni Settanta, nel quartiere operaio della Falchera. Anche Ernesto, come Guido, aveva gli occhi di due colori diversi e un neo sullo zigomo sinistro. Guido nega, sprezzante, ma un pensiero comincia a tormentarlo, come un tarlo impossibile da sopprimere. Tra risvolti privati ed eventi pubblici, la vicenda di Guido si snoda verso un finale a sorpresa.

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Tentativi di botanica degli affetti
Beatrice Masini

Primo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l’estro dell’agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c’è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all’impudenza, sincera all’eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un’indagine appassionata. Ciò che Bianca, così acuta nell’osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.

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L'amore graffia il mondo
Ugo Riccarelli

È come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni.
Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra...
e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita.
Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo.
Solo alla fine, nell'attimo esatto in cui la lotta cede il passo alla quiete, quel figlio nato due volte si renderà conto che l'amore coraggioso, quello di una donna e di una madre come Signorina, porta nel suo stesso corpo le ferite e i graffi del tempo...
L'amore graffia il mondo è il ritratto appassionante di una donna più forte delle proprie fragilità e del vento della storia: una figura indimenticabile, unica, eppure sorella delle tante donne che ogni giorno come guerriere silenziose rinunciano a se stesse per abnegazione e per amore.
Ma - come Il dolore perfetto, con cui Riccarelli ha vinto il premio Strega nel 2004 - questo romanzo è anche la saga di una grande famiglia, con una galleria di personaggi severi o meschini, inermi o tenaci che rimangono incisi nella memoria perché appartengono a un tempo perduto. È la storia dell'amore più assoluto e viscerale, quello tra madre e figlio, e della speranza più visionaria. Ed è la celebrazione della forza dell'immaginazione: quella di una donna capace di trarre un abito dalle pieghe di un foglio di carta, perché bastano pochi semplici gesti per vestire di bellezza il mondo.

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Sofia si veste sempre di nero
Paolo cognetti

Sofia si veste sempre di nero è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di Manuale per ragazze di successo e Una cosa piccola che sta per esplodere. Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

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Mandami tanta vita
Paolo Di Paolo

Febbraio 1926. Moraldo arriva a Torino per una sessione di esami, si porta dietro una strana rabbia e una valigia più pesante di quanto gli sembrasse alla partenza da Casale Monferrato. Dagli anziani coniugi Bovis, che lo ospitano, Moraldo apre la valigia e scopre che deve averla scambiata con quella di un fotografo di strada. Come per chiudere un conto in sospeso, Moraldo si mette ancora una volta sulle tracce di un suo coetaneo. Si chiama Piero. Moraldo gli ha scritto due lettere senza ottenere risposta, l'ha visto passare all'università circondato dal gruppo dei suoi amici. Qualcuno li definisce l'Accademia dei Patiti, ma Moraldo ammira quella vivacità intellettuale proteste, riunioni, giornali, libri. Ma l'ammirazione, nel silenzio, diventa invidia, e l'invidia diventa rancore. A volte si trova a spiarlo mentre passa sotto i portici, senza avere il coraggio di avvicinarlo. Ma adesso di Piero, a Torino, non c'è traccia. Con i suoi occhiali di miope, che sempre gli sfuggono dal volto, Piero ha percepito la minaccia e il pericolo di restare. Lo strappo non è facile: c'è Ada da lasciare sola, con il piccolo Paolo che ha appena un mese. Mentre Piero cerca una sistemazione e si ammala, Moraldo incontra il fotografo che ha preso la sua valigia. È una ragazza: leggera, disinvolta e imprendibile come un fantasma. Ma sarà proprio lei a tenere i fili del destino. Fino all'istante in cui Piero e Moraldo staranno finalmente per sfiorarsi.

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Il sogno di volare
Carlo Lucarelli

In una Bologna che non è piú la stessa, un assassino fa giustizia da sé di fronte all'ingiustizia che vede. A combatterlo c'è solo lei. Grazia Negro. Anche lei non è piú la stessa. E di assassini seriali non vorrebbe piú sentir parlare.

Il romanzo della rabbia di oggi. Assoluta e senza rimedio. Il romanzo dei sentimenti, delle solitudini, dell'incertezza di oggi.

***

«E cosí forse potrei capirlo che scagliarmi con la bocca spalancata e le mani aperte, a strappare, colpire e stringere e mordere fino ad arrivare al cuore non è la soluzione, che quelli con cui me la prendo non sono le cause del male ma solo i sintomi e che qualche volta sono pure innocenti.
No.
Non me ne posso accorgere, non posso trattenermi e non posso cambiare.
Perché mi sento sempre cosí, ansante, contratto e febbrile, sempre, tutto il giorno e tutti i giorni.
Perché quello che faccio mi piace.
E perché lo so che non serve e che è sbagliato.
Io non cerco una soluzione.
Io voglio vendetta».

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Le vendicatrici - Eva -
Massimo Carlotto, Marco Videtta

Eva D’Angelo, quarant’anni, romana. Una donna solare, appassionata del suo lavoro, ama il marito Renzo. Ma lui la tradisce. Con le slot machine e con un’altra donna. Melody, giovane e bella.
Eva ignora la verità. La scopre quando una mattina si ritrova davanti Melody. Uno scontro da cui esce perdente, provata e ferita.
Ma aiutata dalle nostre vendicatrici, riesce a ritrovare il coraggio di mettere insieme i pezzi della propria esistenza, trovando anche il coraggio di affrontare la sua rivale.
Melody fa parte del clan criminale dei Mascherano che controlla una zona di Roma.
Giovane, violenta ma con la testa piena di sogni, cova la ribellione nei confronti dello zio Serse che vorrebbe darla in sposa a uno dei suoi sottocapi. Il suo amore per Renzo è la prova più alta e coraggiosa del suo rifiuto delle leggi del clan.
Eva e Melody. Antagoniste ma unite dal comune destino di condividere un uomo sbagliato. Uno dei tanti che si incontrano nelle pagine di questo romanzo. Uomini che confondono possesso per amore o più semplicemente sono incapaci di rapportarsi alle donne se non con la prepotenza o la violenza. O il tradimento.
Ma anche uomini che invece le donne le amano sul serio. Come il commissario Paolo Mattioli che si prende a cuore la vicenda di Eva con straordinaria umanità.
I colpi di scena si susseguono tra vittorie e sconfitte.
E come sempre le nostre vendicatrici trovano la forza di ribellarsi e di battersi perché sono unite e non rinunciano mai all’amore, all’amicizia, alla solidarietà. Alla dignità.
Anche far arrabbiare Eva si rivela una pessima idea.

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Morimondo
Paolo Rumiz

Il Po, anzi Po senza articolo, è il grande fiume, il fiume per eccellenza. Sembra facile collocarlo, leggerlo sulle carte, menzionarne la storia. Invece no. Forse ne sappiamo pochissimo, e conoscerlo significa lasciarlo apparire là dove muore un mondo perché un altro nasca. Paolo Rumiz ci racconta che quando gli argonauti, lui e il suo equipaggio, hanno cominciato a solcarne le acque è andata proprio così: Po visto dal Po è un Dio Serpente, una voce sempre più femminile irruente e umile, arrendevole e solenne, silente fra le sue rive deserte. Paolo Rumiz sa fare del Po un vero protagonista, per la prima volta tutto narrato a fior d'acqua, in un abbandono dei sensi inedito, coinvolgente, che reinterpreta i colori delle terre e dei fondali, i cibi, i vini, i dialetti, gli occhi che lo interrogano, lo sfiorano, lo scrutano. E poi ci sono gli incontri con il "popolo" del fiume, ma anche con personalità legate dall'amore per il fiume come la cacciatrice di luoghi Valentina Scaglia, il raffinato corsaro Paolo Lodigiani, il traghettatore dantesco Angelo Bosio, il collezionista di immagini Alessandro Scillitani, l'amico dei venti Fabio Fiori, l'esploratore Pierluigi Bellavite, lo scrittore Valerio Varesi e l'amico Francesco Guccini. Cominciata come reportage e documentario, l'avventura sul Po è diventata un romanzo, un viaggio interiore, un'avventura scavata nell'immaginazione, carezzata da fantasmi, a due passi dall'anima

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Aujourd'hui 12 December 2017

Tuesday 12/12, 18.57 /// PIOLALIBRI

Presentazione del libro "Quasi come sembra", ed. La Gru. In compagnia dell'autore Massimo Lapolla. Modera l'incontro Beppe Leonetti.
Massimo Lapolla (Torino, 1978). Fu politico da marciapiede, vive da qualche mese a Bruxelles, dove lavora alla rappresentanza della regione Piemonte. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo “Quasi come sembra” (Ed. La Gru) che racconta la storia bizzarra di 4 persone che si ritrovano a dover passare un mese in una villa sulle colline torinesi, senza possibilità di uscita. Il romanzo ha vinto il primo premio Laphroaig per l’opera più controversa, nell’ambito del Premio Augusta 2016. Scrive per non dimenticare, quando non si dimentica di scrivere.
 
 
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