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Nouveautés & suggestions du 06/2012

I primi tornarono a nuoto
Giacomo Papi

“I primi tornarono a nuoto” di Giacomo Papi è un romanzo apocalittico e attuale che narra di morti che rinascono, e che vivono ancora. Ma non sono degli zombie truccatissimi di un qualche film americano degli anni sessanta o settanta, di quelli da guardare in macchina al drive in con la ragazza nuova, sperando che alla loro orrida vista prenda abbastanza paura da avvinghiarsi addosso, così da avere un’ottima scusa per poterla stringere forte e e consolarla dicendo la frase che ogni ragazzo sogna di dire, prima o poi «non avere paura, piccola, ci sono qui io…», che se lei si scioglie e si rilassa un attimo, magari si riesce anche a darle un bacio… ché dei film di zombie, non gliene frega quasi mai a nessuno per davvero… Questi morti che ritornano sono invece proprio delle persone come noi, e che come noi che vogliono continuare a vivere.
Il primo caso viene diagnosticato dal protagonista del libro, che si chiama Adriano ed è un medico, ancora giovane, e che di cose da fare nella vita ne ha in mente tante. Non può immaginarsi di essere all’inizio di una catastrofe mondiale di dimensioni apocalittiche. Il caso da lui scoperto, si rivela il primo di novanta miliardi di morti che ritornano. Tutti i morti della storia dell’umanità che ritornano, sulla terra, a vivere, con lo stesso aspetto e la stessa età che avevano quando sono morti, ma decisamente più in forma: sani come pesci, o come bambini paffuti. E se, come bambini non possono procreare, sono in grado tuttavia di bere, mangiare, muoversi, lavorare, amare. E morire, anche. Di nuovo. Ma non c’è spazio per tutti i novanta miliardi. Non ci sarebbe spazio per tutti nemmeno in due pianeti grandi come la Terra… Per far fronte all’incredibile emergenza, viene indetto un convegno internazionale. La popolazione “normale” però, è già sconcertata e in preda al panico e ai deliri decadenti di fine civiltà. Tra la gente crescono le soluzioni drastiche come quelle di formare o far parte di sette religiose, mentre molti altri optano per il suicidio. Cambia e si adegua anche il mercato, ché business is business. Per cui cambiano i consumi abituali mentre altri prendono il sopravvento, diventando nuove mode, irresistibili. Ma i rinati rivogliono la loro vita. La loro casa e il loro lavoro di un tempo. È qui comincia la guerra. I morti rinati cominciano ad uccidere tutte le donne incinta per scongiurare nuove nascite, assaltando tutti i reparti di ostetricia degli ospedali. E anche la moglie di Adriano sta rischiando.
“I primi tornarono a nuoto” di Giacomo Papi è un romanzo su una coppia che vuole restare umana. E avere un figlio.

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Tony Pagoda e i suoi amici
Paolo Sorrentino

Tony Pagoda e i suoi amici è un romanzo in cui Paolo Sorrentino approfondisce uno dei suoi personaggi più celebri. Apparso per la prima volta su carta in qualità di protagonista del libro "Hanno tutti ragione", il romanzo di esordio di Paolo Sorrentino, Tony Pagoda in realtà è un personaggio che nasce sul grande schermo. Era infatti già stato messo in pellicola nel 2001 nel film "L'uomo in più", scritto e diretto da Sorrentino. Tony Pagoda è un cantante che si esibisce nei night club, anche se, come dice l'autore stesso, chiamarlo cantante da night club è riduttivo. E' campano, spavaldo, egocentrico e cinico. E' un grandissimo consumatore di cocaina, ma non solo. Consuma di tutto, è vorace e si fa travolgere dalla sua passione per le donne, per gli eccessi e anche per l' amicizia, perchè in fondo, dietro agli eccessi di Tony Pagoda si annida una grande umanità. In questo romanzo lo vediamo mentre si muove sullo scenario del mondo contemporaneo, assieme agli amici di sempre, ma anche in compagnia di volti nuovi. Tonino, Fabietto, un aspirante boss della camorra, Frattini. Luigi Amitrano, Carmen Russo, Enzo Paolo e il mago Silvan. Paolo Sorrentino racconta Tony Pagoda, un personaggio che nel cinema e nella letteratura rappresenta una generazione e un modo di stare al mondo, il prototipo di tutti quegli eccessi che hanno caratterizzato il periodo compreso tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta.

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Se ti abbraccio non aver paura
Fulvio Ervas

Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre. Se ti abbraccio non aver paura è la storia di un'avventura grandiosa, difficile, imprevedibile. Come Andrea. Una storia vera.

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La verità del serpente
Gianni Farinetti

Lo sfondo è il Lido di Venezia, ammaliante, malinconico e romantico che si muove e vibra tra le pagine del romanzo di Gianni Farinetti, La verità del serpente. L’occasione è quella della Mostra Internazionale del cinema dove si muovono personaggi più o meno noti del red carpet e piccoli e ignoti portaborse. Una famiglia ricca, perbene e mondana ospita tanti strani individui, apparentemente giunti anche da molto lontano per essere presenti a questa grande occasione festivaliera. O forse, altre ragioni, più oscure e meno palesi, sono il motivo di quella visita? In un immaginario palcoscenico dove personaggi alla Agatha Christie si danno il cambio sulla scena raccontando di se, delle loro vite, dei loro segreti taciuti o svelati, Farinetti ambienta un romanzo al femminile in cui Venezia è lo scenario assoluto e fondamentale. Senza di lei, le storie non avrebbero senso e non sarebbero giustificabili perché è lei la protagonista assoluta vista al finire dell’estate e sorprendente con un epilogo ancor più romantico e malinconico in inverno. I personaggi si avvicendano tra le pagine e sorprendono il lettore con il loro ironico snobbismo, preso in giro dall’autore, e considerato macchietta fondamentale per il tono prevalentemente noir di La verità del serpente. Due anziane sorelle torinesi, una signora della Milano da bere, uno sceneggiatore romano disilluso sui perduti sogni cinematografici, uno svizzero snob con la sua nuova e giovanissima fiamma, una cuoca che prepara piatti da far perdere la testa e una ragazza dolce e simpatica, apparentemente normale e di buona famiglia, si trovano coinvolti in un enigma, una tragedia incompiuta e irrisolta che solo Venezia, con le sue bellezze malinconiche, suggestive, lascive e irreali potrà portare ad una soluzione. Passioni d’amore, rancori, rivincite, rimpianti e vendette si consumeranno tutte in una gita di fine d’estate, tra una festa al Canal Grande e una visita alla Giudecca. In La verità del serpente le donne, come nella copertina, si affacciano sulla laguna per scorgere la verità e la bellezza della vita.

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MaliNati
Angela Bubba

Benvenuti in Calabria, paese di spartani e africani sfrattati, delle arance di sangue e dei corpi dimenticati. Il paese delle badanti e dei raccoglitori stranieri, il luogo dei morti bianchi e dei morti neri. Benvenuti nel paese della solitudine. Nel posto della 'ndrangheta e dell'anonimato, delle strade d'arsenico e del passato affondato. Nella terra degli ospedali assassini e dello Stato invisibile, e dove nessuno sembra poter arrivare. Dove tutto si può dimenticare. Benvenuti in una disperazione bianca, nel paese che non ha più miti e che non ha più le parole. Nella più fonda notte dell'Italia, in un'oscurità chiamata Calabria. Benvenuti.



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Aujourd'hui 12 December 2017

Tuesday 12/12, 18.57 /// PIOLALIBRI

Presentazione del libro "Quasi come sembra", ed. La Gru. In compagnia dell'autore Massimo Lapolla. Modera l'incontro Beppe Leonetti.
Massimo Lapolla (Torino, 1978). Fu politico da marciapiede, vive da qualche mese a Bruxelles, dove lavora alla rappresentanza della regione Piemonte. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo “Quasi come sembra” (Ed. La Gru) che racconta la storia bizzarra di 4 persone che si ritrovano a dover passare un mese in una villa sulle colline torinesi, senza possibilità di uscita. Il romanzo ha vinto il primo premio Laphroaig per l’opera più controversa, nell’ambito del Premio Augusta 2016. Scrive per non dimenticare, quando non si dimentica di scrivere.
 
 
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