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Nouveautés & suggestions du 04/2016

Il piccolo regno - Una storia d'estate
Wu Ming 4

Inghilterra, anni Trenta. Un'altra estate in campagna, un altro tempo lungo e libero per i tre fratelli Julius, Ariadne, Fedro, e per il cugino, voce narrante di una storia che parla dell'Età d'Oro e della sua fine. È il tempo delle conversazioni con gli animali, delle zuffe coi ragazzi del villaggio, della casa-albero coi suoi tesori, dell'amicizia con l'eroe di guerra Ned, raro esemplare di adulto che sa parlare ai ragazzi. Poi un giorno un'antica tomba viene violata e un fantasma torna ad affliggere i sogni e la veglia del quartetto. Lo spettro ha una vendetta da compiere e lo fa rubando ai ragazzi la loro infanzia, com'è inevitabile. Due gemelli troppo biondi, una tragedia ingiusta, le bugie e i misteri dei grandi sono gli elementi di una stagione decisiva in cui la Gente Bassa scoprirà tutto in una volta il male di vivere. Wu Ming 4 racconta l'estate in cui tutto cambia tenendo il passo delle storie inglesi di cui si nutre da sempre la sua scrittura: ne viene una storia tesa e lucida, essenziale e selvatica come un fiume, un albero, un animale del bosco.

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Pape Satàn Aleppe
Umberto Eco

Crisi delle ideologie, crisi dei partiti, individualismo sfrenato… Questo è l’ambiente – ben noto – in cui ci muoviamo: una società liquida, dove non sempre è facile trovare una stella polare (anche se è facile trovare tante stelle e stellette). Di questa società troviamo qui i volti più familiari: le maschere della politica, le ossessioni mediatiche di visibilità che tutti (o quasi) sembriamo condividere, la vita simbiotica coi nostri telefonini, la mala educazione. E naturalmente molto altro, che Umberto Eco ha raccontato regolarmente nelle sue Bustine di Minerva.
È una società, la società liquida, in cui il non senso sembra talora prendere il sopravvento sulla razionalità, con irripetibili effetti comici certo, ma con conseguenze non propriamente rassicuranti. Confusione, sconnessione, profluvi di parole, spesso troppo tangenti ai luoghi comuni. “Pape Satàn, pape Satàn aleppe”, diceva Dante nell’Inferno (VII, 1), tra meraviglia, dolore, ira, minaccia, e forse ironia.

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Lettera d'amore e d'addio
Ugo Riccarelli

Come nelle pagine del suo romanzo più amato, Il dolore perfetto, in queste storie Ugo Riccarelli cerca l'epica nel quotidiano. Uomini che scrivono lettere d'amore come se fosse l'ultimo gesto di una vita; campioni dell'esistenza o dello sport – come Fausto Coppi, come Omar Sivori – che quasi sfidano le leggi della fisica; figure leggendarie come Mozart, Thelonious Monk o Pasolini che si mettono alla prova dei giorni qualunque. Uomini e donne senza nome pronti a difendere sé stessi e il poco che hanno dall'assedio della Storia.

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Passeggeri notturni
Gianrico Carofiglio

Voci che risuonano nell'oscurità di vagoni semivuoti, lampi che scaturiscono da frammenti di conversazione, profumi nascosti negli anfratti della memoria. I titoli di questa singolare raccolta - trenta scritti di tre pagine ciascuno - rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e finzione. A tenere tutto insieme, come in un mosaico, è una scrittura tersa quanto l'aria notturna, capace di svelare le verità celate nei dettagli dell'esistenza con una magistrale economia di parole.

«Un monaco incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia».

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L'addio
Antonio Moresco

"Perché ci sono queste due sterminate città dei vivi e dei morti abitate da uomini che si credono vivi e si credono morti? Non lo so, non lo so, io non lo so cosa viene prima e cosa viene dopo. Io non capisco niente, sono solo uno che non ha paura e non ha speranza, che quando si getta in una missione va fino in fondo, sono come un cane che non molla mai la presa anche se lo prendono a bastonate sul muso e sugli occhi. Però c’è sempre qualcosa di cui non so niente e che mi sovrasta…"

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Aujourd'hui 12 December 2017

Tuesday 12/12, 18.57 /// PIOLALIBRI

Presentazione del libro "Quasi come sembra", ed. La Gru. In compagnia dell'autore Massimo Lapolla. Modera l'incontro Beppe Leonetti.
Massimo Lapolla (Torino, 1978). Fu politico da marciapiede, vive da qualche mese a Bruxelles, dove lavora alla rappresentanza della regione Piemonte. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo “Quasi come sembra” (Ed. La Gru) che racconta la storia bizzarra di 4 persone che si ritrovano a dover passare un mese in una villa sulle colline torinesi, senza possibilità di uscita. Il romanzo ha vinto il primo premio Laphroaig per l’opera più controversa, nell’ambito del Premio Augusta 2016. Scrive per non dimenticare, quando non si dimentica di scrivere.
 
 
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